Serena Siniscalco
Per conoscermi e farmi conoscere
Alcune Poesie




Serena Siniscalco (Curriculum Vitae)

Serena Siniscalco (Curriculum vitae) Nata a Milano. Ginnasio Liceo G. Carducci di Milano. Facoltà di Farmacia a Pavia. Sposata, quattro figli. Vedova dal 1985. Lingue straniere: inglese scolastico (3 anni di scuola serale presso il Liceo Carducci) perfezionato con soggiorni ripetuti negli Stati Uniti (Cleveland - Ohio e Pittsburg - Pennsylvania dal 1980 al 1985). Francese scolastico (4 anni di Ginnasio) perfezionato con “stage” a Cannes (Francia) nel 1949 e con soggiorno in Francia, dove ha una residenza dal 1994. Dal 1972 al 1976 titolare della “Eco”Galleria d’Arte Contemporanea, con sede a Finale Ligure (SV) - P.za della Cattedrale. Dal 1972 fondatrice e presidente del PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA SU TEMA “STREGHETTA”(che, col nome di “NOLI STREGHETTA” per 32 anni si è tenuto a Noli sponsorizzato dal Comune), aperto a tutte le lingue straniere e alla lingua latina (CERTAMEN MEDIOLANENSE). Oggi il premio si tiene a Milano, sponsorizzato dalla Regione Lombardia, patrocinato dalla Provincia e dal Comune di Milano, e dalla Sezione Autori e Scrittori del Circolo Filologico Milanese col nome di” MILANO STREGHETTA” e la cui Celebrazione si tiene da tre anni nella sede dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca - Facoltà di Psicologia - Piazza dell’Ateneo Nuovo 1 - Edificio U6- Aula Magna 4 - l’ultimo sabato di ottobre di ogni anno. Oggi è alla 39.ma Edizione. Nel 1994 “Gran Collare dell’Ordine dei Capi di Casa” della Quinta Repubblica Marinara di Noli, per meriti culturali. Dichiarata prima o finalista in alcuni prestigiosi premi letterari. Membro di giuria in altri premi letterari. Promotrice culturale. Ha portato il suo contributo culturale sulle navi della Costa Crociere :“Fortuna” (2004) “Romantica”(2005) “Atlantica“(2006) introducendo ”L’Angolo della Poesia” con dibattiti e letture di poesie proprie e di altri pregevoli autori. Suoi libri sono nelle biblioteche delle suddette navi. I suoi “Poesiari” ( vedi in seguito ) sono anche conservati sul Monte Rosa. nella Biblioteca Detomasi della capanna Margherita, a metri 4552 s.l.m., istituita dal C.A.I. di Varallo Sesia, prima biblioteca a grande altezza. E’ stata per anni socia del Circolo Filologico Milanese dove è tutt’ora consigliere della SNAS (Sezione Nazionale Autori e Scrittori). Nel dicembre 2005 ha ricevuto lo “Zonino d’oro” di Milano per meriti culturali Socia del CUM (Centre Universitarie Méditerranéen ) di Nizza (Francia), per scambi culturali italo - francesi. Ha continuato a coltivare i rapporti con personalità del mondo della cultura conosciute al tempo in cui il filosofo e storico Adolfo Omodeo (suo zio diretto) fu per molti anni Magnifico Rettore dell’Ateneo di Napoli e, in seguito, Ministro dell’Educazione Nazionale (Governo Bonomi 1946). Da qualche anno, in seguito all’amicizia con il prof. Giovanni Giraldi dell’Università degli Studi di Milano (insigne letterato filosofo e critico, membro della Commissione per l’assegnazione del Premio Nobel e Presidente Onorario del Premio “Milano Streghetta”) ha istituito pomeriggi letterari nel salotto di casa sua (Milano, viale Sarca 159, anche sede del Circolo Culturale” Premio Streghetta”. Nel 2007 ha aperto, grazie al figlio Andrea Siniscalco, industriale emerito nel campo dell’ecologia (Amm. Gen. della Greenvision ambiente) un suo spazio culturale di notevole sontuosità e importanza, dedicato a simposi, conferenze, dibattiti, presentazioni di autorevoli autori nel campo artistico e letterario a Milano (ARTE REALE, in via S. Andrea 10/A- S. Babila, Quadrilatero della moda). Attualmente divide la sua residenza fra Milano (v.le Sarca 159 - tel. e fax. 02. 66101903-cell. 3476642677 - e Nizza, FR. (67 Promenade des Anglais, tel.0033.4.93442637). Dal 1995 ha iniziato una sua attività poetica. Le sue poesie, a carattere classicheggiante, fanno parte di diari in forma lirica (“ POESIARI”) volumi di circa un centinaio di poesie ciascuno, ricchi di emozioni, fantasie, avvenimenti vissuti, resi in poesia “onesta” di piacevole lettura. Ad oggi i “Poesiari” - Edizione del Cenacolo - La Spezia - sono quattro ( primo, secondo, terzo e quarto, riferiti agli anni 2004, 2005, 2006, 2007. I “Poesiari” sono in vendita alla Libreria Cortina, Viale dell’Innovazione 13, angolo piazza della Trivulziana, Milano - Bicocca. Sue opere sono in molte antologie, riviste e volumi di letteratura, di cui si allega l’elenco. Curriculum aggiornato al 31 dicembre 2008.

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Per conoscermi e per farmi conoscere

Amo il rosa ed il giallo, il morbido, il lucente. Ho innato il senso estetico del bello, della pulizia, dell'ordine, dell'educazione ed anche (perché no?) della disciplina. Amo tutto ciò che è circolare o decisamente rotondo. In architettura amo gli archi di ogni genere ( a tutto sesto, ellittico, acuto, moresco ecc.) Detesto viceversa gli angoli, i triangoli, gli spigoli in genere e tutto ciò che ha punte. Mi piace la montagna più del mare, la neve della quale non mi finisce lo stupore, il venticello fresco sul viso e sui capelli e la pioggerella settembrina perché pone fine all’estate afosa ed accecante che oramai poco sopporto. Mi piace l'ombra degli alberi grandi nell’afa estiva, dei platani, delle querce, degli abeti. Pertanto amo il legno, di cui amo anche l'odore. Mi piacciono i fiori non recisi ma vivi e soprattutto quelli profumati dei boschi, i più modesti, i ciclamini, i narcisi, i mughetti e le piccole violette fiorite lungo i margini dei fossi. Per contro, adoro le orchidee che cerco di coltivare in casa ma mai con esito positivo. Adoro i profumi e ne faccio largo uso: sono per me elementi di seduzione e di piacere. La sera, prima di coricarmi, da sempre, due gocce di profumo ai lati del collo o sul cuscino mi danno il piacere del sonno. Il profumo di zenzero e verbena è il mio preferito. Sono molto femminile, odio il femminismo. Trovo l'amore la cosa essenziale della vita per dare sicurezza, bellezza, godimento. Amo la dipendenza dall'uomo quando lo percepisco superiore a me, colto, intelligente e sensibile. La sensibilità dell'uomo è la dote che in lui preferisco assieme alla timidezza; non apprezzo, infatti, l'arroganza, la spavalderia, l'eccessiva sicurezza, la prosopopea di certi individui. Da qui ho scoperto il mio senso materno anche nel mio rapporto con il maschio. Restando sull'argomento "uomo", in quanto all'aspetto estetico, amo l'uomo alto ma non troppo, non eccessivamente magro - un po' di pancetta mi dà un gradevole senso di calore e morbidezza (come del resto, preferisco da sempre alla sedia la poltrona).- Non amo le teste troppo voluminose, ricce e capellute e i peli in genere: barbe e baffi mi danno un senso di sciatto e trascurato e li considero mascherature, trasfigurazioni per celarsi; amo pertanto i visi aperti e scoperti “sciacquatoni” come si direbbe in romanesco. Mi piace l'uomo elegante, classicamente vestito, leggermente profumato, con fronte spaziosa, bocca sensuale, mani da pianista e voce da farmi perdere la testa. Amo le divise in genere, quelle militari ma anche quelle di un tempo, dei funzionari statali, degli esattori, dei controllori, dei postini, dei tranvieri. Per contro, odio le odierne sbragature, i jeans stinti, sudici e sdruciti, il cavallo alle ginocchia - anche se di Armani o di altri stilisti - perché fan parte del “pecorismo” modo di abbigliarsi senza gusto e fantasia, impersonali, volutamente e ipocriticamente popolari. Nei giovani inoltre detesto i tatuaggi, i piercings, le orecchie martoriate da decine di orecchini, i capelli a cresta di gallo, impomatati, lunghi, i codini o le code ed altri esibizionismi. In quanto a me, amo vestire con tessuti che ricadono morbidamente, che valorizzano le forme, con abiti che lasciano scoperte le parti del corpo giudicate migliori; mi piace vestire con colori chiari che donano al viso e ringiovaniscono l’aspetto. Oggi, ormai vegliarda, adoro abbigliarmi di bianco, spesso con volants, rouches e trine, a memoria delle nonne d’un tempo. Amo l'oro ma soprattutto le perle che danno luce e mi piace indossare anche nell'intimità della casa. Detesto le ciabatte, i bigodini, il vestire sciatto anche quando mi trovo sola, per una sorta di rispetto e amore per la mia persona di cui ho molta cura e stima. Sono una perfezionista; ricerco sempre il massimo in tutto quello che faccio e lo pretendo anche nelle persone che mi stanno a fianco. Amo le simmetrie, le equidistanze da oggetti posti sui mobili o sul pavimento. Sono fanatica dei colori: amo gli accostamenti delicati ma preferisco il monocolore: in una stanza dove ad esempio il color rosa è predominante, non sopporto nemmeno la più piccola cosa di colore diverso. Persino il mio spazzolino da denti deve concordare con il colore del tubetto di dentifricio. Amo i miei libri, li mantengo con amore profumando gli interni delle librerie con aromi di limonella, mentuccia per preservarli da attacchi di insetti divoratori.: la mia collezione di famiglia si è arricchita di nuovi acquisti, soprattutto di narrativa. Adoro i dizionari di lingue varie ma anche di religioni, di sentenze latine e greche, etimologici, di sinonimi e di contrari, enciclopedici, biografici, geografici, dei proverbi ecc. che consulto spesso con curiosità e divertimento e mi servono talora nelle difficoltà di risolvere le parole crociate della “Settimana enigmistica” che settimanalmente entra nella mia famiglia. Mi piace anche fare la casalinga anche se ora il mio più grande piacere è il fare poesia sul mio quotidiano, su cose di modesta importanza che per me oggi anziana, diventano di primaria importanza, vedi i miei quattro “Poesiari”, scritti in quattro anni. Strimpello ad orecchio vecchie canzoni sulla tastiera senza alcuna conoscenza di note musicali. Cerco di aumentare la dimestichezza con il computer che considero il mio più caro compagno ed al quale affido tutti anche i più segreti pensieri. E veniamo al mio rapporto con la religione. Ho fede incancrenita in Dio ed un rapporto molto personale con Lui, mentre non amo i riti, i rosari, le preghiere in cantilena, le processioni. I santi sono per me stupende, degne persone, ma non rientrano nelle mie preghiere. La preghiera a me più congeniale è l’accettazione del”Fiat voluntas Tua”. Sono nata in un regime in cui l'Italia occupava uno dei primi posti nel mondo; mi sono sentita sempre orgogliosamente Italiana: pertanto amo la nostra bandiera che amo esporre nelle manifestazioni giudicate da me, e solo da me, importanti. Sono aristocratica, molto scettica sui governi popolari e su una democrazia per la quale penso che l'Italia non sia ancora matura, pure aborrendo oggi la monarchia e certe dittature assolutistiche L’Italia è caduta in un baratro di dissolutezza di costumi, di amoralità, di ignoranza. Il ritorno alla buona cultura, all'onestà, ai buoni sentimenti potrebbero ovviare a questo gravissimo declino Sono un'edonista, mi piace vivere bene ma vorrei che tutti vivessero bene: temo la povertà della gente; vorrei pertanto che tutti avessero un tetto sopra la testa e cibo sufficiente: per questo mi scopro quel buon socialismo che dovrebbe essere alla base di un buon governo. Amo la vita, amo sentirmi amata, amo l'amore, amo la mia grande famiglia, amo costruire, fare, lavorare, ma non è detto che un giorno, e solo per soddisfare la mia insaziabile curiosità, non mi piacerà anche morire. Vostra Serena P.S. Se volete il mio numero di telefono, è questo: 3476642677 E se volete anche il mio codice fiscale, è qui: MDS. SRN. H63 F205 G In quanto alla mia impronta digitale aspetto il benestare del governo.

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Alcune Poesie

Il pino Pippo

Celato in una siepe cespugliosa,
in penuria d’aria, d’acqua e di luce
languiva negletto presso il muro
un piccolo abete del mio Filippo,
Cherubino nell’Eden delle stelle,
reliquia del suo ultimo Natale.
Certo la rara pioggerella estiva
una sorsata avara gli porgeva.
irrefutabilmente inadeguata.

Lo accolsi come un bimbo tra le braccia.
Con tutto il vaso non pesava nulla,
riarso il terriccio, pendulo l’intrico
glabro dei rami, esangue il suo floèma,
dove io scorsi minuscolo un rampollo
d’un verde inopinato, tenerello.
Un brivido di linfa fluiva ancora
negli stenti braccini senza vita.

E fu un disegno d’amore: più vasto
un letto di zolle lievitante, d’acqua
una gran sorsata, di branche vizze,
e stente, cancrenose, una dolente,
doverosa amputazione.
E due stampelle ad addrizzarne il fusto.
E diligente, diuturne cure prestai al pargolo degente.
Filippo lo chiamai. Pippo, per la mia cara gente.
Ora è guarito. Pare un giovanetto,
cresciuti i suoi capelli; s’è allungato
il busto dritto a slancio verso il cielo,
le braccia tese al sole che l’indora,
al vento che lo ninna.
Ora ha ripreso e il fiato ed il vigore.
Ed ha parole per me di grazie, pur se mute.
Al sorso seròtino d’acqua che gli porgo
gli do il mio bacio della buona notte.
Con amore di nonna il suo rigoglio
accerto, in chimerica attesa d’altro
in vita inconcepibile ritorno.

Milano, maggio 2007 ( Nella memoria del nipotino morto, la nonna fa rivivere, umanizzandolo, il negletto pino del suo ultimo Natale.)


L’ultimo ballo

E fu l’ultimo ballo quella notte
agostana, sulla terrazza al mare.
La luna faceva capolino
al nero d’orizzonte. Lumeggiava
già Sirio a mezzo il cielo, la brezza
era carezza salmastra ed oleandra.
E la mia voce muta faceva eco
alla canzone nostra preferita,
membranza d’una America lontana,
vagheggiata, vissuta poi ed amata.
“Strangers in the night, exchanging glances
wond’ ring in the night what were the chances…

Stretto il tuo abbraccio a cingermi la vita,
il viso caro tuo così accostato al mio,
il fiato tuo a vellicarmi il collo,
il tuo profumo un brivido di pelle.

Ancora io mi vestivo di bellezza
giovanile, ridente e innamorata.
E danzava la mia veste leggera,
ampia, leggiadra di fiorita organza
e frusciava schiudendo la corolla,
nell’elegante turbinar dei passi,
maliose ombre tessendo al chiar di luna.

E il cuore ancora in brividi fremeva
irrequieti di vita ed in stupori.

E fu l’ultimo ballo e l’immagine
estrema tua di firmamento. Ed ora,
nello scrutare questa volta nera
in trionfo d’astri lucenti, rammento,
con struggenza, l’indice tuo additare
le sette stelle d’Orsa e la Polare,
il nostro cielo, il mare e la canzone
bella, la stretta ardente
dell’ultimo danzare.

Noli, agosto 2007 (Dedicata al mio sposo, agosto 1984, ad un anno dalla prematura morte)


Lo scialle

Nel dischiudere l’anta, tra le braccia
mi sei volato, fardello leggero,
ed ho avvertito dolce il tuo calore,
mio soffice, diletto scialle di mohair,
viluppo voluttuoso, del colore
della ruggine, prezioso di frange
lunghe ricadenti che nel procedere
eleganti danzavano e leggere.

Un’estate intera ci lavorasti,
mamma, sulla “chaise longue” assisa,
china per ore sotto la calura,
senza tempo di posar gli occhi al mare,
mentre il ticchettìo dei ferri sommesso
ritmava il bruire d’onda di battigia.

E un’opra sbocciava ampia raffinata,
odorosa di vento e di salmastro,
dalle abili tue mani e dalla mente
tua immaginifica ed estrosa.

Nell’urgenza di sollecita fine
con il tuo zelo, rapida cresceva
in amore e ansia di farmene dono
per le frescure prime di settembre.

E dentro quell’amore ora m’avvolgo,
che già è fresco settembre, come allora,
e ne avverto il pulsare del tuo cuore,
la tangibile calda tua presenza -
assenza, e quel profumo che era il tuo,
di viole, l’anima a consolare.

Milano, settembre 2007.

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